
Racconti della crisi
La signora Tina è conosciuta da tutti per la pasta al forno che prepara il giovedì e le alici fritte del venerdì. Ha 75 anni, un po’ di problemi alle ginocchia e al cuore, ma ha gli occhi sorridenti e le cose che cucina sono un inno alla gioia . Oggi, come ogni giorno, sono passata di lì per prendere caffè, giornale e sigarette. La signora si è affacciata dal bancone e mi ha chiesto: “ma che vuol dire che i mercati devono ritrovare la fiducia nell’Italia? Io avevo capito che eravamo noi quelli fregati e che semmai la fiducia era qualcosa che noi dovevamo dare di nuovo a questi che ci hanno rovinati. E mo’ non ci capisco più niente tra spread e altre parole come default, quella che ogni mattina sento ripetere alla radio . Ma che significano? E poi voi ci credete a sto’ Monti? Io non so come mi pare”. Provo a risponderle come avevo fatto con mia madre tre giorni prima. A lei per semplificare avevo detto che quando dicono mercati deve pensare ad una banda di banchieri che stanno chiusi nei loro uffici a manovrare valanghe di soldi; sono loro quelli che devono decidere se investire o no, se e come speculare. Default si può tradurre con bancarotta, ma così è troppo scioccante e allora si usa il termine inglese che suona meno grave. Monti è un economista che hanno messo lì per farci ingoiare un po’ di cose improponibili, solo che travestito da tecnico è più facile che gli italiani accettino a testa bassa il salasso. Alla fine era esplosa al telefono ricordandomi che dalle sue parti, nella piana del Sele, dopo la guerra avevano occupato le terre dei latifondisti mentre gli italiani di oggi sono dei pecoroni. La signora invece pacatamente mi dice: “ mi pareva strano che mo’ arrivava questo e faceva miracoli. Io vivo con 600 euro di pensione e per fortuna ci sono i miei figli che mi aiutano perché solo di medicine e terapie per le gambe ne spendo 350 perché la mutua certe cose non le paga. Mio figlio, il terzo, 42 anni, è disoccupato. Lo vorrei proprio incontrare questo Monti così forse capisce come campa la gente”. Il punto è che Monti già lo sa, ma non gliene fregare niente.Prima di andare chiedo anche un panino da portare via, qui costa ancora due euro, siamo al sud, e per fortuna c’è la signora Tina.
Zut
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